Il Canale delle Moline che scorre tra case color arancio e giallo con persiane verdi, attraversato da un passaggio coperto che unisce due edifici sopra l'acqua
Il Canale delle Moline che scorre tra case color arancio e giallo con persiane verdi, attraversato da un passaggio coperto che unisce due edifici sopra l'acqua. Foto: Marcamps · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Passeggiando sotto i portici è difficile immaginarlo, ma Bologna è stata per secoli una città d'acqua. Sotto le sue strade corre ancora una rete di canali artificiali scavati a partire dal Medioevo, che per lungo tempo hanno fatto girare mulini, alimentato filande e portato merci fino al mare. Oggi in gran parte sono coperti, ma in alcuni punti tornano allo scoperto e regalano scorci inattesi. Ai nostri ospiti curiosi consigliamo di cercarli: è uno dei modi più originali per conoscere la città.

Una rete nata nel Medioevo

A differenza di altre città, Bologna non sorge su un grande fiume navigabile. Per avere acqua ed energia, a partire dal XII secolo i bolognesi costruirono un sistema di canali che portava in città le acque del fiume Reno e del torrente Savena, sviluppato e ampliato fino al XVI secolo. L'acqua serviva a tutto: forza motrice per le attività produttive, navigazione, irrigazione e pulizia delle strade.

Fu proprio questa rete a fare la fortuna della seta bolognese. Grazie al mulino da seta alla bolognese, una macchina idraulica per la torcitura del filo, per secoli la città fu uno dei principali centri europei di questa produzione, con decine e decine di opifici mossi dalle ruote ad acqua all'interno delle mura.

I canali principali

  • Canale di Reno: deriva l'acqua dal fiume Reno grazie alla Chiusa di Casalecchio e, entrato in città, si divide in due rami, il Canale del Cavaticcio e il Canale delle Moline.
  • Canale di Savena: nasce dal torrente Savena attraverso la chiusa di San Ruffillo e scorre in parte a cielo aperto, in parte sotterraneo.
  • Canale delle Moline: prende il nome dai mulini da grano che alimentava; è uno dei pochi tratti ancora visibili in centro.
  • Canale Navile: costruito tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, era la via d'acqua commerciale che collegava Bologna con Ferrara e Venezia, e rimase in uso fino al secondo dopoguerra.

Nel corso del Novecento, soprattutto a partire dagli anni Cinquanta, molti tratti furono progressivamente coperti. Negli ultimi decenni alcuni sono stati riaperti alla vista, e lungo il Navile oggi corre un percorso ciclopedonale molto amato dai bolognesi.

La finestrella di via Piella

Il punto più fotografato è senza dubbio la finestrella di via Piella, in pieno centro storico. Si tratta di una piccola apertura in un muro: la si apre e, all'improvviso, ci si trova davanti il Canale delle Moline che scorre tra case colorate, balconi fioriti e panni stesi. È lo scorcio che ha fatto guadagnare a questa zona il soprannome di «piccola Venezia».

Questo tratto di canale si è salvato dalle coperture del secolo scorso e corre lungo il tracciato di un antico fossato difensivo della seconda cerchia di mura. Poco distante, all'incrocio con via Capo di Lucca, si sente il rumore di un piccolo salto d'acqua del canale. Un consiglio: la finestrella è molto frequentata, quindi per goderla con calma è meglio passare al mattino presto.

La Chiusa di Casalecchio e il Canale di Reno

Per capire davvero da dove arriva l'acqua bisogna uscire dalla città, verso sud-ovest, fino a Casalecchio di Reno. Qui si trova la Chiusa di Casalecchio, lo sbarramento che devia parte del fiume Reno nel canale. Le prime notizie documentate risalgono al 1183; la prima chiusa in muratura è della metà del Duecento, e la struttura attuale deriva dalla ricostruzione voluta nel Trecento dal cardinale Egidio Albornoz, con successivi interventi tra cui quelli diretti dal Vignola nel Cinquecento.

È considerata una delle opere idrauliche più antiche d'Europa ancora in funzione, e nel 2010 l'UNESCO l'ha riconosciuta come «Patrimonio Messaggero di una Cultura di Pace a favore dei giovani». Accanto si estende il Parco della Chiusa, noto anche come Parco Talon, un grande polmone verde lungo il fiume molto frequentato da famiglie e camminatori.

Come organizzare la visita

  • In centro: unite la finestrella di via Piella a una passeggiata fino a via Capo di Lucca, alla ricerca degli altri affacci sul canale.
  • Fuori città: dedicate mezza giornata a Casalecchio, tra la Chiusa e il Parco della Chiusa.
  • Visite guidate: in alcuni periodi si organizzano itinerari dedicati alla Bologna delle acque e ai suoi luoghi sotterranei; programma e modalità vanno verificati su Bologna Welcome e sui canali ufficiali degli organizzatori.

Per chi soggiorna da noi, Casalecchio è comoda soprattutto partendo da Honey Terminal, sul lato ovest della città, mentre da Dolce Casa, in zona Fiera, il centro storico è a circa 9 km. In entrambi i casi potete lasciare l'auto nei parcheggi gratuiti su strada vicino all'appartamento e scegliere con calma come muovervi. E dopo una giornata a caccia di canali nascosti, una cena preparata nella vostra cucina è il modo migliore per chiuderla.

Il territorio a portata d’auto

Due appartamenti indipendenti per famiglie, gruppi e trasferte di lavoro, con cucina attrezzata e parcheggi gratuiti su strada nei dintorni.